EDDIE KIRKLAND
A differenza di quanto accaduto a
John Lee Hooker, compagno di tante avventure,
Eddie Kirkland ha avuto una vita difficile fin da bambino, ma non ha mai raggiunto, neanche in tarda età, il successo commerciale che gli spettava. E non si dica che non ci abbia provato.
Nato a Kingston, in
Giamaica, il 16 agosto del 1923 (come da lui sostenuto di recente, e non 1928 come riportato in ogni biografia) da una madre dodicenne e da un padre cubano subito dileguatosi,
Kirkland cominciò fin da piccolo a suonare l'armonica e a lavorare nei campi presso alcune piantagioni di famiglie bianche prima a Mobile e poi nella Henry County in Alabama. Nel 1936 si trasferì a Dothan, nello stesso stato, dove apprese i rudimenti della chitarra da
Blind Murphy prima di scappare di casa per unirsi al
Sugar Girls Medicine Show, uno spettacolo appartenente al circuito di
Silas Greene.
Subito prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale se ne andò a
Dunkirk, in Indiana, dove l'incontro casuale con una donna bianca gli permise di frequentare la scuola. Dopo la traumatica esperienza militare di Ozark, in Alabama, durante la quale subì le angherie di un tenente razzista contro cui si rivoltò rischiando così la corte marziale e ottenendo alla fine un'umiliante radiazione,
Kirkland dapprima si ricongiunse a sua madre a Detroit e poi intraprese la carriera pugilistica a Toledo, in Ohio.
Ritornato a Detroit, dove fu attivo come musicista nella zona nera di
Hastings Street, Kirkland conobbe
John Lee Hooker con cui negli Anni Cinquanta cominciò una collaborazione durata sette anni, durante i quali il nostro scrisse brani per il collega più anziano, fece lunghe tournée e registrò con lui per le etichette
RPM,
Chess,
Savoy e
Modern.
Dopo aver formato il suo gruppo,
Kirkland incise a suo nome una manciata di dischi per case discografiche più o meno illustri quali
King (1953),
Fortune (1959) e
Lu-Pine (1959-61), per poi dare alla luce quello che la critica ritiene a ragione il suo album migliore, quello per la
Prestige/Tru-Sound (discografia 1), dove spicca il prezioso accompagnamento del sassofonista
King Curtis (1961-2).
Nella prima metà degli Anni Sessanta vediamo
Kirkland in veste di chitarrista alla corte di alcuni Re del Soul, tra cui
Otis Redding e
Joe Tex. Ne conseguì una certa visibilità che gli permise di registrare per la
Volt un singolo di successo a livello regionale intitolato "
The Hawg"(1965). E' solo con la sua riscoperta da parte di
Pete Lowry della Trix Records che
Kirkland tornò ad incidere a suo nome due LP dallo stile antitetico,
Front and Center (1970-1) per lo più solo e acustico, e
The Devil and Other Blues Demons (1972-3) dai toni più funk e soul di moda in quegli anni (discografia 2).
Nonostante l'età avanzata e alcuni seri problemi di salute quali un coma di sette giorni a causa di un proiettile vagante che gli perforò l'emisfero sinistro del cranio lasciandolo cieco da un occhio e sordo da un orecchio e la più recente operazione a cuore aperto, negli ultimi trent'anni
Kirkland ha proseguito fino ai nostri giorni la sua attività live e discografica con registrazioni per
Pulsar,
Evidence,
Deluge,
Telarc,
JSP e
Blue Suit.
La sua filosofia di vita si può riassumere con le sue stesse parole: "
Ho avuto una vita dura, ma non piango. Il blues mi ha fatto girare il mondo. Non ci sono molti soldi, ma ho incontrato delle persone meravigliose. E' questo che ti spinge a vivere e a suonare il blues".