Mick Taylor è una delle figure più importanti, per quanto riguarda la chitarra nella musica rock e blues.
Nato nel 1949, Taylor ha esordito molto giovane suonando in alcune bar band,
The Juniors e The Strangers, prima di formare un suo gruppo assieme a
Ken Hensley (poi con gli Uriah Heep): The Gods.
Una sera del 1965, sedicenne, Mick va a vedere
John Mayall ed i suoi
Bluebreakers che suonavano al
The Hop, nel Community Center di Woodhall. Mayall finisce il suo primo set senza un chitarrista ed appare chiaro a tutti che
Eric Clapton non sarebbe salito sul palco nemmeno per il secondo set. Mick avvicina Mayall nell'intervallo e sale a suonare , al posto di Clapton, per la seconda parte della serata.
E' già molto considerato e, quando
Peter Green decide di lasciare i Bluesbreakers per formare i
Fleetwood Mac, Mayall lo chiama nei Bluesbreakers.
Taylor sta con la band di Mayall dal 1966 al 1969 (il periodo migliore dell'alfiere del British Blues) e partecipa alle registrazioni di tre album seminali:
Crusade,
Bare Wires e
Blues From Laurel Canyon, oltre ad apparire anche nel doppio
Live Diary of A Band.
Nel 1969 i
Rolling Stones sono in grave difficoltà:
Brian Jones è sempre più sotto gli effetti delle droghe e, con l'imminente tour Americano, la band si vede costretta a licenziarlo: siamo nel giugno del 1969 (Jones sarebbe morto affogato nella sua piscina solo un mese più tardi, il 3 luglio). La band cerca disperatamente un chitarrista.
Taylor vede l'occasione e la prende al volo. Va in studio a registrare con gli Stones, invitato da loro (dopo che Mick Jagger aveva chiesto il permesso a Mayall) e partecipa alle registrazioni di
Let it Bleed. La band è impressionata e
Jagger e
Richards gli dicono, alla fine della prima giornata di prove, "Ci vediamo domani".
Taylor debutta con gli Stones ad
Hyde Park, Londra, il 5 Luglio 1969, per un concerto in memoria di
Brian Jones.
Nel 1970
Keith Richards è spesso sotto l'effetto della droga e Taylor partecipa fattivamente alle registrazioni del nuovo album:
Sticky Fingers. Scrive delle canzoni con Mick, tra cui
Time Waits for No One,
Mononlight Mile e
Sway, ma non gli vengono accreditate. Per tutta la durata del suo periodo con la band, malgrado Taylor abbia detto di avere scritto parecchie canzoni, figura nei crediti solo su
Ventilator Blues (da Exile on Main Street).
Il periodo è ottimo e la band sforna dischi di grande spessore,
Exile on Main Street su tutti, ma anche il fantastico
Live Get Yer Ya Ya's Out. Taylor prosegue con loro e suona registrazioni di
It's Only Rock and Roll, va in Brasile per qualche settimana.
Quando torna vede la copertina del disco e, malgrado lui abbia scritto alcune canzoni, non figura tra gli autori.
Così, disgustato, decide di lasciare il gruppo. E' il dicembre 1974 e la band appare decisamente sorpresa. Ma, per tutti gli anni che è stato con loro, a parte il problema delle canzoni, Taylor ha sempre avuto parecchie difficoltà di coabitazione, musicale, con Keith Richards.
Disilluso, ma pieno di speranze e con un brillante futuro davanti, Mick diventa solista e comincia ad incidere dischi a suo nome, mentre gli Stones lo sostituiscono con
Ron Wood.
Il primo album,
Mick Taylor, vede la luce nel 1979, dopo che la
Columbia lo aveva rimandato di quasi due anni. E' un disco interessante in cui Mick esplora sia il rock che il blues, ma anche il jazz e la musica latina, una delle sue passioni primarie. D'altronde, nel dopo Stones, Mick è andato nella band di
Jack Bruce, ha suonato con
Mike Olfdield ed anche coi
Little Feat.
Taylor non ha il risultato commerciale che sperava, così si mette a suonare di nuovo con altri. Prima con
Alvin Lee, quindi coi
Black Sabbath e, nel 1983, di nuovo coi Bluesbrakers di Mayall. Bob Dylan lo avvicina al
Roxy di Los Angeles e Taylor entra nella sua band: partecipa alle registrazioni di
Infidels, Real Live e del seguente
Empire Burlesque.
Si trasferisce a New York e forma una propria band con cui viene a suonare in Europa, ma gira anche il Giappone ed il resto del mondo.
Prosegue una carriera solista altalenante, mischiando grandi performances a serate da dimenticare ma poi, via via , si riprende.
Suona spesso con
Carla Olson, con cui registra anche dei dischi. Alterna la sua attività dal vivo a quella in studio e forma una band fissa con, tra gli altri,
Max Middleton e
Blondie Chaplin. Torna in Inghilterra negli anni '90 dove pubblica una serie di dischi.
Rientra ogni tanto nei Bluesbreakers, gira con gli
Experience di
Hendrix e fa una carriera di concertista. Non è più la stella che dominava degli anni sessanta e settanta, ma rimane un chitarrista solido con grande esperienza nel rock e nel blues, con ottimi fondamentali anche nel jazz. Le sue registrazioni più importanti, a parte quelle con gli
Mayall e gli Stones, sono le sessions con
John Phillips (Pay Pack and Follow, registrato nei settanta),
Ron Wood (I've Got My Own Album To Do, Now Look),
Keith Richards (Talk is Cheap),
Jack Bruce (Live At Manchester Free Trade Hall),
Bob Dylan (Infidels, Real Live, Empire Burlesque).
Come solista, a parte l'esordio del 79, ha registrato anche
Stranger Than This Town ('90),
Too Hor For Snakes ('91 con la Olson),
A Stone's Throw ('00) e
Coastin' Home ('95, riedito nel 2002 con il titolo di Live At The 14 Below).