|
Castel San Pietro IN BLUES: Newsletter 2/2008 - 12 marzo 2008
FESTIVAL IN BLUES CASTEL SAN PIETRO TERME 30 MAGGIO-1 GIUGNO
E' un'edizione di spicco quella di CASTEL SAN PIETRO IN BLUES 2008, promossa da Comune, Proloco e Regione Emilia-Romagna, con il patrocinio della Provincia di Bologna, con l'unico concerto italiano di JAMES COTTON, il più grande armonicista blues vivente. Ma il cartellone presenta altri artisti di primo piano, come MICK TAYLOR, la leggendaria chitarra del periodo d'oro dei Rolling Stones; il groove di ANA POPOVIC e il viscerale rockblues di DANNY BRYANT.
Su www.castelsanpietroinblues.it è possibile scaricare il programma dettagliato
CONCERTI AD INGRESSO GRATUITO
JAMES "SUPERHARP" COTTON
E' una figura di primo piano del blues mondiale, uno dei più grandi armonicisti di tutti i tempi. Nato a Tunica, Mississippi, nel 1935, viene adottato dal leggendario Sonny Boy Williamson II quando aveva 9 anni, e viaggiando e lavorando per sei anni di fianco al geniale bluesman, ne assimila gli insegnamenti ed accumula straordinarie esperienze soprattutto suonando con Sonny Boy nei Juke Joints del Sud. Verso la fine degli anni 40 suona stabilmente con Howlin'Wolf, agli inizi degli anni 50 firma per la Sun e, poco tempo dopo, viene invitato da Muddy Waters ad entrare nella sua band per prendere il posto che era stato di Little Walter e Junior Wells. Cotton resta con Muddy Waters per oltre dieci anni fino a quando, verso il 1965, inaugura una straordinaria epoca musicale come solista sfornando album, tour e session. All'impostazione tradizionale di Sonny Boy Williamson, James Cotton sa unire le innovazioni stilistiche di Little Walter, oltre ad un carisma ed una travolgente espressività che si manifestano soprattutto nei suoi "live set".
Ha inciso per le etichette più importanti: Alligator, Blind Pig, Verve e Telarc, ottenendo riconoscimenti prestigiosi: primo fra tutti il Grammy Award, nel 1996 "Deep in the Blues" - Traditional Blues Album (con Charlie Haden e Joe Louis Walker); Handy Award, 2003 "35th Anniversary Jam" - Traditional Blues Album, svariati Handy Award, negli anni 2001, 1997 Traditional Male Artist of the Year e Acoustic Album of the Year - "Deep In The Blues", 1991 e 1987 Instrumentalist of the Year - Harmonica e Contemporary Album of the Year - "Harp Attack" (1991), oltre a prestigiosi riconoscimenti quail: Premier Harmonica Player Award, 2000, 1999 Memphis Chapter of National Academy of Record Arts and Sciences; Down Beat 45th Annual Critics Poll, 1997 "Deep in the Blues" - Blues Album of the Year; Down Beat 62nd Annual Readers Poll, 1997 "Deep in the Blues" - Blues Album of the Year. Inducted into the Blues Hall of Fame, Memphis, TN, 2006.
L'album "Breakin' it up, Breakin' it down", pubblicato dal Sony-Bmg nel 2007, cattura uno straordinario live, nel corso del tour del 1977 di Muddy Waters, Johnny Winter & James Cotton. Nei suoi 64 anni di attività Cotton ha suonato con musicisti straordinari, non solo blues, tra cui Grateful Dead, Led Zeppelin, Santana, Steve Miller, Freddie King, B.B. King, Johnny Winter. Congratulazioni Superharp!!! Cotton sarà in concerto con Slam Allen e Tom Holland, guitar, vocals; Noel Neal, bass; Kenny Neal, Jr., drums.
ANA POPOVIC
Grazia, bellezza e groove fanno di Ana Popovic una stella del blues. La sua carriera si è sviluppata in fretta, dagli esordi con il gruppo degli Ush, a Belgrado sua città natale, nel 1998, sino a "Still Making History", il suo ultimo lavoro inciso nel 2007 registrato live alla House of Blues di Los Angeles con il produttore John Porter. In mezzo ci sono altri album interessanti, quali "Hush" del 2001, con ospite l'amico Bernard Allison, "Confort to soul" del 2003 e "Live in Amsterdam" del 2005.
Intensa l'attività concertistica anche negli USA, dove, nel 2006, avviene la sua definitiva consacrazione ad artista internazionale. Chitarrista di talento e cantante di notevole espressività, si esibisce puntualmente nei blues club americani più titolati, dà vita a session con artisti di primissimo piano quali Taj Mahal e Solomon Burke, partecipa alla prestigiosa "Blues cruise del 2006", con alcuni dei più noti interpreti blues (Hammond, Cotton, Hubert Sumlin, Pinetop Perkins, Mahal….). Ottiene sei nomination per the 'Living blues awards 2006', fra cui 'Best Live Performer', e 'Best Female Blues Artist'. Il concerto di Castel San Pietro è l'unica occasione per poterla ammirare in Italia nel 2008, prima che inizi il suo lungo tour negli Stati Uniti.
MICK TAYLOR Band
Dal 1969 al 1974, è stato la chitarra dei Rolling Stones. I dischi più blues del gruppo sono proprio quelli con Taylor (Let It Bleed, Sticky Fingers ed Exile on Man Street). Ha infiammato anche i più bei dischi di John Mayall ed è stato a fianco di Bob Dylan (Infidels, 1983), accompagnandolo nel tour del 1984, di Alvin Lee, di Jack Bruce e Carla Bley. E' considerato uno dei più grandi chitarristi blues bianchi, al pari di Eric Clapton.
"Mick Taylor, il chitarrista dei Rolling Stones. Tale è l'appellativo che ha condizionato, nel bene o nel male, la carriera di questo eccezionale strumentista, entrato appena diciottenne nei Bluesbreakers di John Mayall, per incidere tre album di raffinato "British blues" tra cui il celebre "Blues from Laurel Canyon". La svolta avviene nel '69, quando entra nei Rolling Stones, chiamato da Keith Richards in sostituzione di Brian Jones e condivide l'avventura della più grande rock'n'roll band del mondo nel quinquennio di maggiore fulgore creativo. Alla corte di Mick Jagger, Taylor esprime tutto il proprio talento di solista marchiando con l'inconfondibile timbro "bluesy" della sua chitarra autentici capolavori come "Sticky Fingers" e "Exile on main street". Lasciati gli Stones nel '74, egli torna al suo primo amore, il blues, dimostrando una encomiabile fedeltà verso una musica autentica e genuina a dispetto delle lusinghe commerciali......................." (Giulio Bianchi "Liverock.it").
Un incredibile talento ed una tecnica assolutamente straordinaria hanno reso Taylor un chitarrista unico nella storia musicale rock e blues.
"Nessuno suona il blues come Mick Taylor……(Paolo Vites, novembre 2007).
DANNY BRYANT'S RED EYE Band
Il suo è un blues viscerale, senza mezzi termini, in cui la chitarra è la protagonista. Così definisce il suo stile nella recensione del suo ultimo lavoro ("Black and White", Rounder 2008), un esperto chitarrista quale Paolo Bonfanti (Buscadero Febbraio 2008). Un feeling immediato e diretto, un tocco poderoso, un suono tagliente ed incisivo fanno di Bryant uno degli esponenti di spicco del power blues contemporaneo. In compagnia del padre Ken Bryant al basso e di Dave Raeburn alla batteria, nella classica formazione rock-blues, Danny ha già all'attivo 6 album, di cui 5 in studio ed uno straordinario "live" che si è rivelato una delle maggiori sorprese discografiche del 2007 per pathos, forza e determinazione.
Oltre ad essere un virtuoso della chitarra, Bryant è un cantante di notevole spessore ed espressività ed un compositore prolifico. L'album "Black and White" contiene 10 pezzi tutti scritti da Bryant; un blues elettrico pulsante, ruvido e vigoroso. Go Danny Bryant Go !!!!!!
|