Homepage | Le edizioni di IN BLUES | 2008

Ancora una volta, la dodicesima per la precisione, Castel San Pietro Terme ha ospitato un grande weekend di Blues.
Malgrado la defezione all'ultimo momento, per motivi di salute, della star in programma per la serata finale, cioè Mick Taylor, la rassegna "In Blues", allestita nella vivace cittadina in provincia di Bologna, ha ugualmente offerto momenti di grande intensità musicale e di forte coinvolgimento del foltissimo pubblico.

La oramai abituale anteprima del venerdi sera è stata in questa occasione ospitata dal rinnovato "Cassero", emblema medioevale della cittadina, che ospita al proprio interno un piccolo teatro che ha visto in scena l'opera multimediale "Piano Delta Blues".
Multimediale in quanto le letture tratte dal libro "Piano Delta", recitate da Matteo Belli e da Giampiero Rigosi, sono state supportate ed intervallate da brani musicali eseguiti dal gruppo Faxtet, non alla prima esperienza per quel che riguarda l'interazione fra reading e musica.

Il via musicale vero e proprio lo ha dato sabato 31 maggio Danny Bryant con la sua Redeye Band.
Astro nascente del Rock-Blues britannico, il massiccio chitarrista ha dimostrato di avere un solido background musicale e di saperlo trasfondere in forti emozioni grazie anche non solo alla sua indiscussa abilità tecnica ma anche al feeling che sa trasmettere.
L'apice del suo set è stata una sfavillante versione di "Girl from the north country" (Dylan of course) ancora superiore a quella, già notevole, contenuta nel CD "Live".

La storia del Blues delle radici è passata negli anni sul palco di Piazza XX Settembre nelle vesti di Jimmie Lee Robinson, Pinetop Perkins, Mojo Buford; quest'anno a rappresentarla è arrivato il grande armonicista James Cotton -al suo unico appuntamento in Italia- che, purtroppo, è oramai uno dei pochi rimasti che la storia del Blues l'ha vissuta sul serio.
Cotton, al di là di qualche acciacco fisico che lo costringe a suonare seduto e alla quasi completa afonia, ha dimostrato una forma smagliante sciorinando classici su classici infiammando la platea, coinvolgendo il folto pubblico che si è riversato ai piedi del palco per partecipare anche fisicamente alla musica del grande armonicista che, entusiasmato da tanto feeling, ha raddoppiato l'energia e la qualità degli assoli arrivando ad abbandonare per alcuni istanti la sedia accennando una danza Blues.
Davvero una grande emozione.

Da segnalare anche la qualità dei musicisti che hanno accompagnato Cotton, in particolare il corpulento chitarrista e cantante Slam Allen e lo scatenato Noel Neal al basso.
Una grande serata.

Domenica la partenza è stata anticipata per dar spazio al Blues italiano. Sonny Babe & Albert Ray Band hanno dimostrato, se ancora ce ne fosse bisogno, che anche chi è nato dalle parti del Po può suonare egregiamente il Blues. Sonny Babe si è dimostrata una armonicista di talento ed il resto della band non è stato da meno.
Ad infiammare il folto pubblico domenicale del Festival è poi arrivata Ana Popovic, una delle poche donne nello show business che riesce a coniugare una indiscussa avvenenza fisica ad una altrettanto evidente bravura tecnica. Alternando brani da tutti i suoi CDs, alcuni dal gettonatissimo "Still making history" prodotto da John Porter nel 2007 per la Delta Groove, Ana ha mantenuto sempre alta la qualità della musica con assoli al fulmicotone e di grande presa sull'audience; sicuramente il suo non è Blues puro ed è sicuramente contaminato dal rock (come del resto il sound di Danny Bryant la sera precedente) ma ha ottenuto l'effetto di coinvolgere l'attenzione del pubblico al massimo livello per tutto il concerto. Davvero brava oltre che bella!

La defezione dell'ultima ora di Mick Taylor ha portato la Soul & Jazz Society, che da sempre cura la direzione artistica del Festival, ad varare in tutta fretta una inedita partnership.
La Barry McCabe Band, che avrebbe dovuto essere la backing band di Mick Taylor, è diventata la protagonista e, come ciliegina sulla torta, è arrivato un ospite del calibro di Snowy White, musicista dal pedigree inappuntabile. La band irlandese avrebbe potuto benissimo reggere da sola la serata ma con l'aggiunta dell'ex-Thin Lizzy, e ora collaboratore di Pink Floyd e Roger Waters, si è trasformata in un ensemble di grande caratura.
Una mezz'ora introduttiva dalla Barry McCabe Band, con una sapiente alternanza di standard Blues e brani di grande spessore scritti di proprio pugno dal leader, in passato già al fianco di Rory Gallagher, poi l'arrivo del chitarrista britannico ha portato un tocco di classe in più.
Snowy White con la sua inseparabile Gibson rossa, è stato un po' parco con gli assoli e con il numero dei pezzi proposti, ma, malgrado ciò, ha dimostrato un tocco ed una classe inappuntabili.
Gran finale con un Barry Mc Cabe assolutamente scatenato (una trascinante versione di "Some kind of Wonderful" ha infiammiato la piazza nonostante le oramai tre ore ininterrore di concerti), e poi, per finire, oltre alla band irlandese e al proprio ospite si sono schierati sul palco Ana Popovic, Sonny Babe & Albert Ray, Slam Allen e Tom Holland, questi ultimi chitarristi della band di James Cotton: totale 6 chitarre sei.

Gli assoli si rincorrono, si scontrano e si accavallano, intercalati dalle scorribande all'armonica di Sonny Babe, mescolando la scuola chitarristica americana a quella europea a quella inglese/irlandese. Il pubblico è in visibilio, canta e balla e tributa una ovazione ai musicisti.
Finisce così con l'apoteosi della sei corde il XII° Castel San Pietro In Blues Festival.
Corre l'obbligo di ricordare che, grazie al contributo delle Istituzioni pubbliche locali (Regione Emilia Romagna e Comune di Castel S. Pietro in primis), il festival è stato "free admission", come si ama dire negli Usa. Arrivederci al 2009.

Nevio Bencivenni

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Direzione artistica:Associazione Soul Plus Jazz-Organizzazione Pro Loco di Castel San Pietro Terme-Tel.+39 0516951379 - Fax.+39 0516942090