Homepage | Le edizioni di IN BLUES | 2003

La settima edizione del Castel San Pietro in Blues Festival si presenta con due importanti novità.
La prima riguarda le serate di svolgimento dei concerti che, invece dei canonici venerdi e sabato, grazie al lunedi festivo vengono spostate al sabato e alla domenica.
La seconda , ma non meno rilevante, è che grazie ad un gemellaggio con la "Cantina Cesari", nota azienda vinicola della zona, domenica 25 maggio si svolge un'anteprima del Festival denominata "Sangiovese Blues".
Nella splendida cornice di Villa Cesari il trio di Giorgio Cavalli allieta i presenti con un set che spazia a 360° nello spettro musicale. Dai padri del Blues a Hendrix e Clapton, Cavalli ed i suoi pards danno vita ad una serie di sets di grande caratura tecnica e di sicura presa sui presenti. Un'esperienza sicuramente da ripetere.
Nel pomeriggio di sabato 31 maggio 2003 il centro di Castel San Pietro è invaso da gruppi e/o solisti che suonano in vari angoli della cittadina destando l'attenzione dei presenti, ottenendo (chi più chi meno) buoni commenti, così come il vino che viene offerto contemporaneamente ancora dalla "Cantina Cesari".
Il Festival vero e proprio viene aperto in perfetto orario (o quasi) da Hot Blues Band. Il numeroso ensemble guidato da Enzo Oliva arriva da Reggio Emilia ad offrire una performance basata sui classici del Blues e del Rhythm'n'Blues nonché su alcuni brani scritti dal gruppo stesso. Impeccabili e coinvolgenti sono l'ideale come starters.
Il secondo artista della prima serata può essere considerata una novità all'interno della linea musicale che la Soul & Jazz Society, che sin dalla prima edizione cura la Direzione Artistica, ha dato al Festival.
Clarence Bucaro è infatti un giovane talento non solo del Blues, ma della musica americana in genere. La sua esibizione spazia infatti anche nell'ambito folk e si avvale di una strumentazione non abituale in ambito Blues come il banjo e il clarinetto. All'inizio il pubblico, soprattutto quello dei puristi, rimane un attimo spiazzato, ma poi Clarence, grazie ad una splendida voce e ad una serie di brani di notevole qualità, conquista la platea ed ottiene il meritato successo. Ancora una volta è da ringraziare la Burnside Records che, per il secondo anno, ha proposto un artista del proprio roster nell'ambito del connubio Castel San Pietro Terme-Portland. Nondimeno l'esperimento di proporre un giovane talento musicale di sicuro avvenire e di grande spessore è riuscito in pieno.
La star del sabato sera è una vecchia conoscenza del Festival. Avevamo visto Carlos Johnson nell'edizione 2000 nella band di Billy Branch ed era stata un'autentica sorpresa anche per i più navigati Bluesfans presenti. Carlos appartiene alla comunità di artisti che a Chicago gravitano intorno al "Rosa's Lounge", così ancora una volta si celebra il gemellaggio con il locale di Tony Mangiullo.
Il concerto della Carlos Johnson Blues Band è assolutamente splendido. Il suono è potente e nitido, la sezione ritmica fa scintille e la chitarra-synt di Rick Hall offre spunti di novità con suoni inediti. Carlos è un chitarrista di tecnica molto particolare (suona mancino con le corde rovesciate), ma il suo gusto musicale è, di non poco, sopra la media corrente. Le sue improvvisazioni non sono mai fini a se stesse ma si integrano alla perfezione nel suono globale, a diffrenza di altre stars della chitarra che vogliono essere in primo piano con il gruppo come contorno. Anche in questo caso abbiamo un'alternanza di classici del Blues e brani tratto dall'introvabile CD che Johnson ha pubblicato in Argentina (!!).
Uno dei migliori set che il palco del "Castel San Pietro in Blues" abbia mai avuto il piacere di ospitare.
La serata di domenica parte con i Dago Red, un combo acustico proveniente da Chieti, che incanta il pubblico con una serie di raffinate esecuzioni. Anche in questo caso l'alternanza fra classici e brani proprii è sapiente e ben calibrata, l'ottima voce di Giuseppe Mascitelli e la maestria tecnica dei suoi colleghi incantano la platea di piazza XX settembre.
Sempre grazie alla collaborazione con il "Rosa's Lounge" di Tony Mangiullo abbiamo l'opportunità di godere della presenza di due grandi della musica Blues: Eddie & Jimmy Burns.
Soprattutto il primo è un'autentica leggenda vivente, per fortuna, ma anche il fratello minore non scherza. E' proprio quest'ultimo ad iniziare, solitario, l'esibizione. Dopo un paio di pezzi introduce Eddie ed il piacere di vedere i due insieme (cosa che accade raramente) è enorme e loro ricambiano con grande Blues. Con Jimmy stabilmente alla chitarra, Eddie si alterna alla chitarra e all'armonica cantando con una voce che entra nell'anima e fa vibrare le corde delle emozioni.
Nella pomeriggio si era vociferato di una possibile apparizione di Carlos Johnson insieme ai Burns Brothers, ed infatti dopo qualche brano i due lo chiamano sul palco ed insieme eseguono alla grande un paio di standards che fanno venire i brividi agli astanti. Le chitarre si rincorrono, scontrandosi e fondendosi in assoli mozzafiato. Il pubblico è in delirio. Ma non è finita. Ad un cenno di Carlos entra la sua band al completo e da quel momento quello che era un grande concerto diventa un'Evento. Posso assicurare che il tutto è stato assolutamente improvvisato, senza null'altro che un brevissimo conciliabolo alcuni minuti prima. E questo è il Blues: improvvisazione ma "cum grano salis" e soprattutto grande feeling e grande rispetto fra gli artisti. Nessuno cerca di rubare la scena all'altro, anche se Carlos Johnson è certamente quello che riscuote i maggiori consensi. La sezione ritmica pompa ai massimi livelli, le chitarre girano a mille, il pubblico è partecipe ed entusiasta, tutto ciò fornisce al più anziano dei Burns una linfa rivitalizzante che lo fa ringiovanire. La soddisfazione ed il piacere del pubblico, dei musicisti e degli organizzatori è ai massimi livelli ed un alone di quella cosa impalpabile, quasi irraggiungibile e sicuramente molto, molto labile che si chiama felicità circonda la piazza principale di questa cittadina al confine tra Emilia e Romagna che si chiama Castel San Pietro Terme.
La festa continua con la superband di Albie Donnelly, vale a dire i Supercharge. Ensemble di scafati professionisti della musica che con i loro classici Blues e Rhythm'n'Blues mantengono alto il tasso di ballabilità della serata. Con una sezione fiati affiatatissima e precisa, considerata una delle migliori d'Europa, i Supercharge portano a termine un set all'insegna della gioia di suonare ed ascoltare musica.
Quando le luci si spengono il pubblico rimane nella piazza a godersi ulteriormente questa nottata, per certi versi magica, che certamente tutti i presenti ricorderanno a lungo.
Un ringraziamento particolare è rivolto da tutti al Grande Bluesman che è nei cieli: anche quest'anno, meteorologicamente parlando, tutto perfetto.
Alla prossima......

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Direzione artistica:Associazione Soul Plus Jazz-Organizzazione Pro Loco di Castel San Pietro Terme-Tel.+39 0516951379 - Fax.+39 0516942090