Homepage | Le edizioni di IN BLUES | 2002

E' oramai tradizione, che le ore antecedenti l'apertura del Festival siano riservate a persone dal cuore sano e dai nervi forti. Anche in questo 2002 nuvole nere si aggirano nel cielo sopra Castel San Pietro Terme, creando non poche apprensioni nello staff organizzativo.
Fortunatamente tutto si risolve per il meglio e più o meno in orario perfetto gli Alligators aprono la sesta edizione del "Castel San Pietro In Blues Festival".
E' la seconda occasione in cui il gruppo romagnolo vi partecipa (l'altra fu nel 1998) e, ancora una volta, si dimostra un ottima band, con un sound personale ed una ottima tecnica strumentale. L'innesto di un ulteriore chitarrista/cantante accresce le soluzioni musicali che la band può offrire, così che gli Alligators portano a termine un set degno di nota e molto apprezzato dal pubblico.

Per questa edizione abbiamo stretto una collaborazione con una delle migliori etichette discografiche americane in campo Blues: Burnside Records.
I due acts che completano la serata d'apertura di "In Blues", non a caso denominata "Burnside Records Night", provengono proprio dal roster della label di Portland, Oregon, USA.
Steve James viene da Austin, Texas, anche se è nato a New York e suo nonno era abruzzese. Il suo "solo set" è vibrante e ben calibrato. Dotato di una innata carica di simpatia, oltre che di una ottima voce e di una tecnica fingerpicking sopraffina, Steve conquista il pubblico in pochi minuti e fino alla fine del concerto le sue canzoni sono accompagnate da battimani e urla di approvazione.

A concludere la serata arriva uno dei migliori slide guitarists sulla scena: Rod Price. Il suo è un set tiratissimo che parte in quarta, ad alto livello tecnico ed ad alto livello sonoro.
Alternando composizioni proprie, tratte dal suo CD d'esordio come solista "Open", a super classici del Blues, sempre arrangiati in maniera super elettrica, Rod fa capire di essere in grande forma e di smaniare dalla voglia di farsi conoscere dal pubblico italiano che ha occasione di vederlo dal vivo per la prima volta in oltre trent'anni di carriera. L'apice del concerto è raggiunto con una stratosferica versione di "Love in vain", chi c'era e non ha avuto i brividi lungo la schiena deve avere qualche problema di aridità emozionale.
La ciliegina sulla torta arriva nel finale quando Rod invita sul palco Sugar Blue che, sebbene sia di scena la sera successiva, si aggira tra il pubblico e si gode la musica. Il grande armonicista di Chicago non è uso a queste cose improvvisate (e questa era veramente improvvisata, tra l'altro Rod e Sugar non avevano mai suonato insieme prima), ma dopo qualche istante il ghiaccio tra i due si scioglie e l'alternarsi degli assolo di armonica e di slide porta la musica a livelli assoluti, concludendo nel migliore dei modi questa prima serata. Per il secondo anno il sabato mattina si svolge un evento abbastanza usuale negli States ma rarissimo, se non unico in Italia: il Blues entra nella scuola. L' Istituto Professionale Statale Alberghiero di Castel San Pietro ospita il duo Sugar Blue & Eddie Taylor Jr. e Steve James per due minisets acustici che hanno lo scopo di far conoscere ai futuri operatori del settore gastronomico questa musica che difficlmente possono sentire in TV o dai grandi networks radiofonici. L'interesse nei ragazzi viene risvegliato da uno splendido tris di canzoni del duo Blue/Taylor, poi la simpatia di Steve li conquista definitivamente. Se anche uno solo di loro si avvicinerà al Blues e alla musica in genere potremo dire di avere avuto successo.

L'ideatore di questa splendida iniziativa è stato Roberto Menabò, che in quella scuola era insegnante e che qualche ora più tardi salirà sul palco di Piazza XX Settembre ad aprire la seconda serata del Festival.
Grande studioso della chitarra acustica, ricercatore della storia del Blues ed autore di libri di argomento musicale, Menabò è anche un ottimo vocalist ed un performer in grado di tenere alto il livello del proprio set in ogni occasione. Nel finale sale sul palco l'armonicista Gianandrea Pasquinelli che duetta con Roberto in alcuni brani.
Conclusa la prima parte della serata arriva l'evento della sesta edizione del festival. Già Pinetop Perkins di per sé lo sarebbe stato, ma avere una sezione ritmica formata da Willie "BigEyes" Smith alla batteria e da Bob Stroger al basso (che per anni hanno suonato al fianco dei più grandi Bluesmen che vi vengono in mente) non è roba da poco. Aggiungete la classe, la finezza e la modestia di Eddie Taylor Jr, che dimostra ancora una volta come il sangue non sia acqua, e come surplus metteteci quell'enorme personaggio che è Sugar Blue e concorderete sul fatto che la parola evento sia un tantino restrittiva.
Inizia il trio Smith-Strooger-Taylor che scalda il pubblico con un paio di pezzi di alto livello.

Con l'ingresso di Sugar Blue la serata si fa incandescente, la sua armonica spazia dai timbri più conosciuti ad altri che solo lui sa trovare ed entra in profondità nell'animo di chi ascolta lasciandolo esterefatto, stupito e deliziato. Oltre che grande armonicista Sugar si rivela cantante pregevole anche se in questa veste risulta più consueto. Il concerto del quartetto è un crescendo continuo che ha la sua apoteosi con l'entrata in scena di Pinetop Perkins.
Il grande pianista alla bella età di ottantotto anni ha accettato di venire ad illuminare con la sua classe, la sua esperienza e la sua musica questo piccolo Festival di provincia che, questa sera più che mai, sembra essere il centro del Blues italiano e non solo.
Senza mai scomporsi e con grande umiltà Pinetop ci propone brani che hanno fatto la storia del Blues, brani che lui stesso ha composto o nei quali ha suonato nelle sessions originali. La folla è in delirio e Pintop non si risparmia suonando a lungo e con gioia.. E' questo il segreto di questi tre arzilli vecchietti che sono sul palco: per loro suonare è gioia, è divertimento e sul palco si divertono, ancora dopo decenni di Blues.
Il pubblico entusiasta tributa il doveroso omaggio al mitico Pinetop, ma non lesina applausi agli altri musicisti, in particolar modo a Sugar Blue.

La serata è, ancora una volta, organizzata in collaborazione con il Rosa's Lounge di Chicago ed è stato possibile grazie alla partnership con Tony Mangiullo, che del club della Windy City è il titolare, il quale, come è oramai d'uso, nel finale si unisce ai musicisti suonando la batteria, lasciando il compito a Willie "BigEyes" Smith di concludere il Festival in veste di cantante. Al termine tutti sono soddisfatti: il pubblico, i musicisti e gli organizzatori, oltre al Comune e alla Pro Loco ... e questo non è poco.
Alla prossima

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